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La Castellana

Anton Giulio Barrili
Editori Treves Milano| 1927| pagine 350

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   que un piacere : trovate voi il buon momento ; ditele voi una buona parola per me.
   — Io? — gridò il Beltrami| sorpreso.
   — Voi| si| — rispose mastro Gaione. — Non siete un amico? E non sono un amico| io? Una mano lava l'altra| dice il proverbio; e tutt'e due....
   — Ma io| — interruppe il Beltrami| — non capisco veramente come potrei....
   — È presto fatto ; — ripigliò mastro Gaione| infervorato più ohe mai nella sua bella pensata.
   Le parole non vi mancano. Stiamo a vedere che non potrete spenderne una per il vostro amico Gaione. Da bravo| non mi dite di no. E poi| contate sulla mia riconoscenza. Siamo amici| perbacco. Voi ora parlate per me ; ed io| quando farà bisogno| saprò parlare per voi.
   — Per me ! — esclamò Doro| più sorpreso ohe mai.
   — Eh si| per voi. Ohe credete ? che io non vi abbia capito| e da un pezzo ? Voi siete innamorato | signor Doro ; innamorato| dico ; innamorato.
   — Tacete 1 — gridò il giovanotto| profondamente turbato. — Che follìa è la vostra. Se vi sentisse qualcheduno !...
   — Se mi sentisse| direbbe che ho ragione. Innamorato.
   — Per carità! ve ne prego| signor Gaione| non