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La Castellana

Anton Giulio Barrili
Editori Treves Milano| 1927| pagine 350

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   — 147 —
   ohe cosa vi sembrerebbe di un capitale di quat-trocentomila lire ? Credete che basterebbe ?
   — Per che cosa?
   — Per render felice una gran diavola.
   — Eh ! — disse il Beltrami. — Che cosa debbo dirvi io? Ce ne sono di quelle a cui quattrocentomila lire non basterebbero d'entrata.
   — Oh questo| poi! Non parlerete mica di lei.
   — No| certamente. Se si contenta di far la cameriera| possiamo credere ohe ventimila lire d'entrata le sembrino manna celeste. Si possono fare tante belle cose| con ventimila lire !
   — Ah| mi consolate ! — esclamò il pachidermo| avvinghiandosi al braccio di Doro Beltrami. — E credete che accetterà?
   — Questo non posso dirvelo io. Bisognerebbe domandarlo a lei. Fatevi coraggio| e parlate.
   — Non ardisco| Beltrami. Già un paio di volte mi sono deciso di farlo| e poi| buona notte| mi son cascate le braccia. Sentite| caro amico ; forse è stata una buona ispirazione la vostra| di fare una passeggiatina con me. Voglio domandarvi un favore. Voi non fate l'occhio di pesce morto alla signorina Marga| come quell'altro.
   — Ma no| vi ho detto.
   — Lo so benissimo| e perciò ve ne parlo ; — riprese il pachidermo innamorato. — Di voi sono sicuro| e ci ho le mie buone ragioni. Fatemi dun-