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La Castellana

Anton Giulio Barrili
Editori Treves Milano| 1927| pagine 350

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   tanto| sempre appoggiato al muricciuolo| tentava di ripigliare il filo del suo discorso| ma senza venirne a capo. Oramai| per farlo andare innanzi| bisognava aiutarlo| come un bambino.
   — Vi ha dunque detto che non è una cameriera ? — domandò il Beltrami. — E vi avrà soggiunto| m'immagino| che oos'ò veramente.
   — No| caro amioo| non me l'ha detto.... Cioè| mi pare che qualche cosa.... Aspettate ; mi ha detto.... che cosa mi ha detto?... Non è principessa ; non è duchessa ; se non ò marchesa| ci scatta di poco. E poi| mi pare ehe abbia accennato a qualche disgrazia di famiglia.... Sì| proprio una disgrazia di famiglia| che l'ha fatta cadere in povertà.
   — Che cosa mi raccontate| signor Gaione? Del resto| non o'ò niente di strano. Rovesci di fortuna se ne dànno e se ne vedono tutti i giorni. Povero donne innocenti| che ne vanno di mezzo!... E la signorina Margherita sarà stata un' amica d'infanzia| una compagna di conservatorio.... Ma perchè nascondersi così ? Che bisogno di mutarsi in cameriera| se poteva restare come damigella di compagnia?
   — Già ! — disse quell'altro| assentendo. — Per-ohò prendere quella veste di cameriera? perchè farsi tanto umile di condizione? Ed è la mia infelicità| vedete? Se io non l'avessi creduta una
   Barrili. La Castellai.u. 10