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La Castellana

Anton Giulio Barrili
Editori Treves Milano| 1927| pagine 350

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   teneva l'uffizio lassù? Veramente| solo a guardarla| si poteva credere che fosse una signora. I suoi modi| certamente| erano più nobili che non portasse l'uffizio. La signora Flaminia| poi| se la portava sempre attorno nelle sue passeggiate | prima che capitasse in Altariva la marchesa di Ponte Rovella. Ed anche dopo l'arrivo della marchesa| nelle ore mattutine| quando la signora Barbara dormiva ancora il suo sonnellino d'oro| egli aveva veduto più volte la giovane castellana uscire a passeggio con quella bionda ragazza| che in quei momenti| correndo leggiera al fianco della contessa| non pareva sicuramente una persona di servizio.
   Erano quelli i bei momenti| ahi troppo brevi| del signor Doro Beltrami| costretto a scendere dalla torre della Guardia per avviarsi al suo lavoro quotidiano sui ponti della chiesa parrocchiale. La domenica| essendo libero| avrebbe potuto restare nei dintorni del castello| e spiare un po'più lungamente le giovani passeggiatrici. Ma allora| avendo il tempo| gli mancava il coraggio; e il poveraccio| quando le vedeva comparire alla svolta di un sentiero| ne infilava subito un altro| e fuggiva via| come un ramarro.
   Queste immagini gli passavano davanti agli occhi della fantasia| mentre egli con le ciglia inarcate guardava il suo interlocutore. L'altro| frat-