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La Castellana

Anton Giulio Barrili
Editori Treves Milano| 1927| pagine 350

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   poterne dubitare| pur troppo ! Veramente| non dovrei parlare ; — soggiunse il pachidermo| tentando di mettersi sul grave. — Mi avevano raccomandato il silenzio....
   — Allora non mi dite altro| e fate conto di non aver neanche incominciato ; — rispose Doro Beltrami. — Perdonate| anzi| se io| tirato da una vostra mezza confidenza| ho ardito farvi una domanda imprudente.
   — Qui non c' è nessuna imprudenza ; — replicò quell'altro. — Con voi| che siete un amico| ci sarebbe da fare la confidenza intiera.
   — No| no| ò un segreto; — ribattè Doro Beltrami. — Per tale| almeno| lo avete ricevuto: conservatelo| custoditelo| e non se ne parli più.
   — Ecco| — osservò mastro Gaione| — ora siete in collera. Che ragazzo permaloso ! Tutto ben considerato| non volevo far misteri con voi. Ma non volete| e sia| non vi dirò nulla. Quantunque| è poi un vero segreto| da doversi custodire come un biglietto da mille ? Il signor Sormani| dopo tutto| raccomandandomi il silenzio| non mi ha mica fatto giurare sui santi evangelii. —
   Doro Beltrami rizzò la testa| a quelle parole| ed inarcò le oiglia. Era dunque il signor Sor-mani che aveva data la notizia a messer Gaione. E perchè a messer Gaione ? E perchè la signorina Marga| se non era una cameriera| ne