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La Castellana

Anton Giulio Barrili
Editori Treves Milano| 1927| pagine 350

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   non aveva pensato| cioè a dire un punto d' appoggio. Non era già da credere che volesse cascare| Dio guardi! ma certamente balenava un pochino ; perciò si fermava volentieri di tanto in tanto a discorrere ; e quando gli accadeva di fermarsi| allargava le gambe| per tenersi più saldo| come il marinaio in coperta| quando vuol premunirsi contro il rullio della nave.
   — Voi siete un amico| signor Doro ; — diceva egli al suo accompagnatore| fermandosi per la prima volta fuor della cinta. — Lasciatevelo dire| siete un amico.... un vero amico| e me ne avete dato una prova. Ma voi mi assicurate| non è vero ? mi assicurate che ci sarò anch' io nell'affresco dell'Ester?
   — Ci sarete ; — rispose il Beltrami. — Non avete sentito ? Il conte Salvi lo ha promesso.
   — Il conte !... il conte !... — borbottò messer Gaione. — Ma non è lui che ha preso quel ricordo a matita ; siete stato voi| caro amico. E sarete voi che mi metterete nel quadro.
   — Non fa lo stesso| signor Gaione?
   — Io non lo so. Voi| finalmente| non siete che lo scolaro.
   — Dite benissimo ; ma se io sono lo scolaro| egli è il maestro. Io posso disegnare per lui una figura| sotto i suoi occhi| sotto la sua direzione. Dove o'ò da correggere| egli corregge. Voi dun-