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come piume ; tanto ohe verrebbe voglia di spic-oare un salto| colla certezza di mutarlo in un volo.
Ma è una agilità traditora. Sta bene che non sentite il peso delle gambe ; ma per contro esse non vi reggono più. La testa è leggiera| ma svaporata | e in fondo al cervello vi pare di aver qualohe cosa di poco saldo| che sciaguatti come il vino in un fiasco scemato. Oh miseria! anohe la lingua s'impaccia; la lingua che pareva sì franca. E volete dire una cosa| e n'esce detta un'altra; oppure volevate tacerla| ed è proprio quella là ohe vien fuori| con uno sfoggio di particolari di cui sentite bene la pericolosa abbondanza| ma senza saperla frenare. S'è rigirato un cerchio alla fronte| si sente un peso alla testa| oome di corpo estraneo| ohe abbia lui la colpa di tutto. La coscienza | timida voce| vi oonsiglia di andare a letto ; ma uno spiritello s'intromette| vi trattiene all'aperto| vi fa parlare e cantare; vi fa sentire un prepotente bisogno d'aria| di libertà| d'amicizia.
Messer Gaione aveva tutte queste belle cose lassù| davanti alla torre della Guardia| dove il pittore prendeva commiato da lui| lasciandolo nelle mani del suo aiutante. Aveva l'aria| la libertà| l'amicizia; e l'amicizia gli dava un'altra cosa utilissima| alla quale il nostro personaggio