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La disputa sapiente s'infiamma ; i bicchieri non si contano più| e non tanto la quantità come la mescolanza delle bevande ha fatto 1' opera sua| infondendovi un coraggio discorsivo| del quale non avevate neanohe l'idea| mettendo sulla vostra lingua delle parole| delle frasi| dei brandelli di dottrina| che il cervello non sapeva di possedere. Ma ecco| sul più bello| la padrona di casa si alza e chiede il braccio del vicino di destra. Bisogna alzarsi tutti e seguirla : ed è savio costume di andare a prendere il caffè nel salotto| per rompere le conversazioni troppo ostinate in un soggetto| per metter fine alle indiscrezioni dei dilettanti di ciance| degli sgocciolatori di bicchieri| degli sgranocchiatori o degli intascatori di confetti. Cionondimeno| la gaia parlantina continua| mutando argomento| o ripigliando l'antico ; si ravviva col liquore ciò che risicava di affogarsi nel vino. La padrona ha da tenere un briciolo di conversazione con le dame| o coi cavalieri meno favoriti del suo vicinato a tavola ; ma non può mica badare a tutto| tenere tutti in riga| mentre laggiù| davanti alla cantinetta dei liquori| si marita il Cognac con l'Anisette di Bordeaux| e l'Italia del cortese Perù col Gristallìziròvani della santissima Russia. Grate bevande| che sembrano rinfrescar 1' ugola ed abbracciare lo stomaco ! E quando son giù| par d' essere leggieri