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La Castellana

Anton Giulio Barrili
Editori Treves Milano| 1927| pagine 350

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   ne verserà fino a tre volte| se siete ancora ai principii| ridendo un pochino della vostra sete indiscreta| ma rispettosamente| a mala pena con gli occhi| tenendo ermeticamente chiuse le labbra. Egli| del resto| non tarderà molto a oam-biarvelo| nel corso degli eventi e delle portate. Ecco un'altra parola misteriosa| anzi una sequenza di parole misteriose : Ghàteau Laffitte| Chamber-tin| Hermitago. È la danza dei vini esteri ; dalla Erancia si passa alla Spagna ; si valica in Portogallo ; si fa una soorreria nelle isole dell' Atlantico | per ritornare in Franoia sulle frutte| alle grazie spumose della vedova Oliquot. Oppure è l'Italia| ohe combatte prò aris et focis ì Eloco il Coronata| il Conegliano| il Barolo| il Gattinara| l'Aleatioo| il Montepulciano| il Lacrima Cristi| il Siracusa (che non si riousa più| da dopo la morte del duca Alfonso| di vittorughiana memoria)| la Malvasia di Sardegna| l'Epomèo spumante. Oh patria ! Se ella volesse col lungo studio e il grande amore delle circostanze solenni ridurre i suoi vini ad un certo numero di tipi sicuri| che bella cosa ! ohe ricchezza nuova al bilancio nazionale ! Voi| frattanto| in nome della economia e di tutti gli elementi (anzi| per la tecnica modernità del linguaggio| diciamo i fattori) della prosperità di un popolo essenzialmente agricolo| avete confrontato; sentenziato| studiato| sopra tutto bevuto.