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La Castellana

Anton Giulio Barrili
Editori Treves Milano| 1927| pagine 350

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   ma accostante a quel dio| legittimo| sincero| abboccato| passante| rotondo| son tutti gli epiteti accomodati per farlo andar giù ; e dopo tutto si può dargli aria gridando a. squarciagola| senza donne a tavola| e senza il pericolo che ad una cert'ora il padrone di casa| o l'oste| anche lui del cenacolo| vi facoia star su dalla sedia| da quella sedia fidata che vi aiuta la parte sua a rifare lo stomaco| a snebbiare il cervello. Ma in una società per la quale....
   In una società per la quale| è un altro paio di maniche. Siete là seduti in contegno| davanti ad una imbandigione di cristallo| di porcellana| d'argento| di bronzo dorato| che vi sazia la vista prima di inuzzolirvi il palato| mentre più presso a voi una batteria di calici digradanti vi promette arcane degustazioni. Un servitore passa riguardoso| si accosta leggero| s'inchina sulla vostra spalla senza pure sfiorarla col braccio| avanza una bottiglia verdognola incravattata di bianoo e vi riempie uno di quei calici| piccolino| a dir vero| ma susurrandovi all' orecchio una magica parola : ' Sauterne ! „ Oh caro ! è quello il Sauterne| il famoso Sauterne ? Vediamolo ; è topazio liquefatto : beviamolo ; dovrebb' essere ambrosia. Leggerino| via ; se ne potrebbe cioncare| di quello 1 E il servitore| che onora tacitamente i padroni| ne versa tosto dell' altro ; ve