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La Castellana

Anton Giulio Barrili
Editori Treves Milano| 1927| pagine 350

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   mici. In questo senso l'hanno giudicata tutti gli interpetri dei libri santi. E poiché si dipinge in una chiesa| — soggiunse il signor Doro| — e poiché i soggetti degli affreschi si hanno a trovare in quei libri| mi pare che le due donne famose del popolo ebreo| l'una eroina della grazia e l'altra eroina della forza| abbiano il loro posto convenientissimo sui lati dell' aitar maggiore| come due piedestalli alla gloria della Vergine Madre.
   — Sarà ; — disse il fabbriciero| chinando la testa sotto il peso di quella argomentazione serrata; — e questo| finalmente| mi persuade un po' più che non il bisogno di variare. Ma ci son troppi personaggi profani| in questi bozzetti.
   — Dica in un solo| quello dell'Ester| se mai;
   — replicò Doro. — In quest' altro non c' è di profano che Oloferne| veduto di scorcio nella penombra del suo padiglione.
   — Ah sì| Oloferne| — brontolò il fabbriciero.
   — Oloferne.... che è il medico condotto.
   — Che ? come ? — esclamò il conte di Salve-rana. — Che cosa dite voi ora ? Oloferne il medico condotto?
   — Sicuramente| proprio lui| oon la sua brutta barbaccia. E uno che non crede a nulla| e si avrà da vederlo in chiesa tra i santi? —
   Il conte di Salverana voleva seguitare a ridere ;