Stai consultando: 'La Castellana '| Anton Giulio Barrili

   

Pagina (103/358)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (103/358)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




La Castellana

Anton Giulio Barrili
Editori Treves Milano| 1927| pagine 350

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   — 97 —
   figure e di cose| ma senza che fosse dato minutissimo conto del disegno e del contorno| solo importando all' effetto la distribuzione dei lumi e delle ombre in armoniche masse| e 1' accordo delle tinte| graduate dalla luce| messe giù vergini e fresche| senza rimpasti nè leccature. Erano quelli i bozzetti dei due affreschi che dovevano ornare le pareti laterali dell'aitar maggiore. La vòlta| come si è detto| era tutta dipinta a scomparti| con scene della vita di Maria Vergine| la cui assunzione al cielo spaziava nella curva dell' abside. Su quelle due pareti laterali| per variare un tantino| il pittore voleva eseguire due storie dell' antico Testamento| quella di Ester e quella di Giuditta. Egli aveva immaginato Ester nell' atto che si presenta ad Assuero| e il rò la invita benignamente ad alzarsi| mentre tutto intorno i satrapi e i cortigiani ammirano la bellezza della giovane ebrea| i cui correligionarii esultano nel fondo| quasi rinascendo a speranza di liberazione imminente falla tirannia di Amano. Giuditta| a sua volta| non era rappresentata nell'atto orribile di troncar la testa ad Oloferne| e nemmeno in quello di acciuffarla a trofeo; bensì era espressa in orazione| presso la cortina dietro alla quale giaceva immerso nel sonno il nemico di Betulia| mentre a lei da uno spiraglio di cielo| miracolosamente aperto nell' alto della Barrili. La Castellana. 7