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Capitolo III.
La prima giornata di un ospite.
Lucio Sormani era un certo tomo| con cui non si poteva vincerla nò impattarla. Ricco di partiti| vi guizzava di qua e di là| lesto come la lepre : vi argomentavate di averlo messo tra l'uscio e il muro| e vi scappava fuori con una bottata| che non sapevate donde fosse piovuta. • Chiacchierava e rideva; diceva con aria di celia le oose più gravi e con piglio severo le cose più facete; sopra tutto dioeva oiò che voleva dire| sorvolando o premendo sul tema| colorendo o Sfumando; e non si capiva mai se parlasse da senno o per burla| se si dovesse andare in collera o dargli passata. Qualohe volta| dopo averne detta una più grossa delle solite| vi assumeva una cert'aria compunta| che non pareva più lui|