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biamo perduta, sarebbero stati infallantemente disonorati dall'ignominia della gioventù della lor madre. La maledizione del _ Cielo è sopra di me I Io ho riconosciuto e , perfettamente i giovani che ci guardavano attentamente alla tulle d'hóle; eglino mi hanno fatto la corte a Brusselles or son già molti anni, e qufmdo sono uscita dallasala ho udito la donna di servizio dire, ad alta voce nella corte,' parlando di me, che la signora testò giunta era una lallerina da corda. Ora la mia- risoluzione è presa. Io mi ricovero nel grembo del Signore, la cui misericordia non verrà meno. Pregate per me, come pregherò per voi e per la nostra fanciulla per tutto il tempo della mia vita. Ma non tentate raggiungermi che sarebbe ^ inutile». La lettera terminava con un misto di pii augurii e di ardenti proteste d' a-more.
« Io me la posi in ta^ca e corsi, con la morte nell' anima, per la città errando di via in via, gitlando uno sguardo febbrile « , tutte le finestre, battendo a tutte le porle dei conventi e delle chiese, finché sulla mezzanotte entrai come un briaco in uii