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mia tristezza, noi giungemmo alle porte di Vienna. L'agitazione di quella grande città parve scuoter mia moglie dui suo trasognar doloroso. Ella pareva perfino tranquillata al tutto quando la condussi a mezzogiorno alla table d'hóte, ov'era già adunata una numerosa comitiva. La comparsa di Francesca, abbrunata, co'capelli raccolti da un nastro nero, gliocclii neri, che git-tarono a pena uno sguardo sui commensali, produsse sopra tutti una subitanea impressione. Ma questa impressione si dileguò ben tostonella maggior parte; se non che ebbi ad osservare qualmente all'altra estremità della tavola alcuni giovani ni?n cessavano di fissare i loro sguardi sopra di noi, e credei indovinare dalle parole che scambiavano sottovoce che noieravamol' oggetto principale-del loro conversare.
« Del rimanente io non faceva più che tanto attenzione ad essi,-quando Francesca dissemi un tratto all'orecchio che la non si sentiva bene, e desiderava salire nella sua camera. Noi lasciammo perciò la tavola, tr non appt-na rimanemmo soli, con una cicra tutta sconvolta, mi disse