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tutti i santi dei paradiso esserli propizii fino all' eternitą !...
« Sulla mezzanotte arrivammo a Coblen-za. Io insistei per non andar pił oltre e ^ per far benedire la nostra unione al rom-. pere del giorno. Lasciata Francesca all'albergo, corsi in tutta fretta in cerea d' un prete, di cui avevo fatto la conoscenza in un viaggio precedente. Io lo scossi dal suo sonno e gli esposi la mia avventura sotto i colori ch'eranmi pił favorevoli dicendo, che non aveva rapito la giovinettasenon per sottrarla alla tirannide d'un padre brutale, e ad un mestiere abbietto in cui 1' anima di lei correva gran rischio di guastarsi e di perdersi. Del monastero nemmeno una parola s'intende, e mediante un ricco dono alla chiesa ottenni dal degno prete la dispensa da tutte le formalitą consuete e la promessa che ci avrebbe solennemente sposati il mattino seguente dopo la prima messa.
« Lieto del mio successo tornai all' albergo. La mia bella fidanzata erasi chiusa a chiave nella sua camera ed io le comunicai la buona notizia attraverso la toppa,