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L'Amore in Italia
Racconti (Volume I e Volume II)
Paolo Heyse (tradotti da Gustavo Strafforello)
Augusto Federico Negro Torino, 1863, pagine 248+336

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   — 308 -
   «Ella slanciossi d'un balzo nella prima che le capitò innanzi ; io sciolsi in fretta e in furia la fune che la fermava a riva, quando vidi un tratto Carluccio precipitarsi fuori dell'albergo e correre furioso alla nostra volta. Io ebbi appena tempo di saltar nella barchetta e di spingerla con un colpo poderoso di remo in mezzo al fiume. Ma quel demonio, rapido come il fulmine, ci era già sopra ; egli afferrò l'estremità della fune galleggiante e trattenne la barca traendola asècon un grido di trionfo. Non capendo più in me per la rabbia io alzai il remo minacciandolo di stritolargli le mani se non lasciava andare la fune. Per tutta risposta ei raddoppiò i suoi sforzi per trarci'a sè ; allora levai di bel nuovo il remo e lo lasciai andare sulla sua fronte con tale una violenza che hai potuto vederne oggi ancora la traccia sulla cicatrice che gli solca la faccia. In quel momento credei aver ucciso d'un colpo il miserabile vedendo allentarsi d'un subito le sue mani ; un largosprillo di sangue inondò la sua fronte e i suoi occhi, ed- egli stramazzò come un corpo morto.