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« La mia povera amica aveva dormito assai poco, ed aveva passato le lunghe ore notturne nelle ambascie di una lotta suprema. Quando smontammo di bel nuovo davanti un albergo elegante, ella mi pregò di lasciarla sola non potendo più reggersi per la stanchezza, ed avendo gran bisogno di dormire un poco. Io mi acconciai a'suoi voleri ed ella si chiuse sola in una eamaretta. Alla preghiera che le aveva latta di rispondere alla mia domanda del giorno addietro, ella non aveva risposto che con uno scrollamento di testa silenzioso, ma assai significante. Però la stretta di mano che mi diede fu più calda del consueto, il che contribuì assai a consolarmi, quando mi fu bisogno risolvermi ad errar solo per la città, ove eravamo smontati, e a superar le colline cui si addossa. A mezzogiorno tornai all'albergo; l'uscio della sua camera era ancor chiuso. Io dovetti perciò seder solo a tavola e rimasi sorpreso di sentirmi così infelice senza di essa. Appresso andai a sedere net giardino ove il caldo era , a dir vero, insopportabile, ma dal pergolato sotto cui sedeva poteva distinguere la sua
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