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L'Amore in Italia
Racconti (Volume I e Volume II)
Paolo Heyse (tradotti da Gustavo Strafforello)
Augusto Federico Negro Torino, 1863, pagine 248+336

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   - 29fr-
   in quel mentre l'albergatore ; io gli ordinai di recarci da pranzo nella nostra cnmera, c, seduti cbe fummo a tavola, le nostre fronti rasserenaronsi intieramente , e noi ricuperammo l'usato buon umore e la prisca gaiezza. Io lasciai che Francesca servisse, e per quanto s'identificasse a meraviglia al suo travestimento di giovane studente in pittura, la ridivenne intieramente figlia d'Eva nello scodellar la minestra. Ella aveva una maDO piena di nobiltà e di eleganza, ed io mi rimasi tino stante senza mangiare, osservando attentamente con quanta grazia pigliasse ogni oggetto. Ma vedendola arrossire io imitai tosto il suo esempio e presi a piacevoleggiare sull'abilità di cui faceva prova.
   « — Con siffatto talento — diss' io — fareste meglio a rimanere con me o correr pel mondo in mia compapnia. Non clie io abbia vaghezza di ammogliarmi, ma io vi adotterei solennemente come fratello.
   « Queste parole la resero subito silenziosa e perplessa, e la non rispose che con uno scotimento pensoso del capo. Ternii-il pranzo sedei fumando accanto aj