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sedemmo alla finestra in faccia l'uno dell'altra ; ella si recō sulle ginocchia il piattello delle ciliege, e noi facemmo insieme colazione cianciando di mille cose, come due fanciulli, e divertendoci a scagliare a traverso gė'interstizi delle persiane i nocciuoli delle ciliege nel fiume. Io non saprei narrarti tutte le innocenti dimestichezze, alle quali ci abbandonammo per lo spazio di molte ore. Certo, il nostro viaggio era un'avventura poco comune , un vero ratto, e l'amore non ci entrava per nulla ; che dich' io? i fatti che 1' avevano preceduto, del pari che le conseguenze, che ne potevano derivare, si appresentava-no a'nostri occhi sotto i pių tristi colori; ma non era quella che una ragione di pių per goder di vantaggio dei brevi momenti che il cielo ne accordava, e noi passavamo in un momento dalla pių viva allegrezza alla pių cupa tristezza. Dopo scagliato l'ultimo nocciuolino ci divertimmo a guardare le acque del Reno, sul quale scorrevano, sotto i raggi ardenti del sole, barche e navigli d'wignr nazione. Avresti 'to uno spettacolo fatto espressamente