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iole famigliare neli'esercizio dell'arte sua. Ella si atteggiò senza imbarazzo e con grazia squisita. Usuo giubbettinoguastava l'effetto, e seppi indurla a svestirselo. Ma quando le slacciai la cravatta e tentai rimboccare il collaietto della sua camicia, ella mi respinse tutta confusa con un gesto supplichevole, e assettò- ogni cosa con le proprie mani, snudando il collo fino alle spalle.
« Ella pose anche a nudo le sue belle braccia e tolse leggiadramente nelle mani un piattello, levandoselo sopra il capo a foggia di tamburello. Allora con un sorriso amichevole, la m'invitò ad affrettare il lavoro, non potendo durar molto tempo in quell'atteggiamento, lo, che avevo piuttosto vaghezza di saltarle al còllo a rischio di scomporre le belle linee del vivente ritratto che mi stava innanzi, seppi però frenarmi e terminar lo schizzo, quando appunto le braccia rieascavanle , per soverchia gravezza, in grembo , ed ella — mi pregava di lasciarli! riposare.
« I» la strinsi a bete con me , ma ella annacquò, per cautela, il vino. Appresso