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grado clie il sole saliva sull'orizzonte l'atmosfera smorzata della camera lingevasi d'un color d'oro pallido e misterioso. Francesca erasi seduta nell'angolo della camera sul sofà, sfogliando rapidamente le pagine d'un libro di divozione. Invaghito dell'atteggiamento grazioso della sua testa, dolcemente chinata sul suo bel collo , tolsi, senza profferir parola, un foglio di carta, e cominciai a sbozzare il suo ritratto. Ella arrossi a quella vista, ma continuò a rimanersi seduta tranquillamente, tranne elio richiuse il libro e abbassò gli occhi sulle ginocchia. Io aveva però sospeso il mio lavoro ; sempre chinata e pensosa la leggiadra fanciulla ricusò buona pezza ad atteggiarsi come avrei voluto, finche da ultimo parlò per prima del mio dipinto della festa romana, chiedendomi che rappresentasse. Io le pinsi allora quelle scene quali le aveva vedute con tanto affascinamento in Roma. Tutt'ad un tratto ella levò la la faccia di per sè, e si mostrò tutta raggiante. Io la pregai di rizzarsi e di porsi nell'atteggiamento della prima danzatrice 1 mio dipinto — atteggiamento divena-
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