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erano ancora addormentate, quando Francesca era venuta dame. Io non le aveva fatte avvisate della mia partenza, ma esse erano use a vedermi spesso allontanarmi per alcuni giorni, e d'altra parte io avevo riposto accuratamente gli abiti donneschi della giovinetti. Io non aveva un piano stabilito, ed ero soltanto risoluto fermamente a non oltrepassare Magonza ove disegnavo allogar la mia protetta in un monastero o presso ad una mia fidata e vecchia congiunta. Io comunicai il mio divisamente a Francesca, la quale si contentò ringraziarmi con uno sguardo senza risponder verbo.
« Era il mese di giugno e la giornata bella oltre ogni dire, cotalchè il sole non tardò a sferzarci. Io aprii il parasole di eia bigia che formava parte del n9stro piccolo arredo di paesisti, ed ella si sospese fami-gliarmente al mio braccio. La vista delle nostre due ombre prolunganti in terra davanti a noi in modo grottesco ci strappò uno scoppio involontario di risa, e noi prendemmo a cianciare festivamente come due compagni avviati a passar la giornata