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L'Amore in Italia
Racconti (Volume I e Volume II)
Paolo Heyse (tradotti da Gustavo Strafforello)
Augusto Federico Negro Torino, 1863, pagine 248+336

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   — 3    avvenga, e dovessimo perir tatti, io no» sarò mai la moglie di quel buffone I
   * Sulle sue sorelle Francesca si espressi' con grande freddezza e sprezzo manifesto. Come riseppi dipoi, una sola di quelle giovinette era figlia d'Eberti, chel'aveva avuta da un'antica prima donna della compagnia: ma l'altra era al tutto straniera e l'aveva comperata da una donna che la teneva in pensione alla non saputa de'suoi genitori. Carluccio conosceva questo segreto, il quale non doveva però essere il solo, ;ne-diante il quale quel miserabile padroneggiava la famiglia e teneva in Soggezione il capo di essa.
   « Più considerava nelle mie ore solitarie quella rete d'ignominia, di miserie e di pericoli d'ogni fatta, in cui era illaqi:eata la povera Francesca, e ogni di più disperava di trovare il modo di salvarla. Era facile, non ha dubbio, ricorrere alla protezione della Chiesa, che avrebbe avuto sicuramente un potere bastante ad assicurarsi il possesso d'un anima che voleva consecrarsi ad essa. D1 altra parte questo fatto cosi raro d' una ballerina che piglia il velo senza esservi