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L'Amore in Italia
Racconti (Volume I e Volume II)
Paolo Heyse (tradotti da Gustavo Strafforello)
Augusto Federico Negro Torino, 1863, pagine 248+336

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   cbe passai con esso lei In quel cortile deserto, mentre iva facendo le sue schietta confessioni, scorse per me cosi rapida che io non avvisai se non al momento di separarsi , qualmente la non mi avesse dette nulla degli altri membri componenti la compagnia Eberti.
   « Noi ci ritrovammo la dimane al medesimo luogo. La sua faccia , meno severa , esprimeva già maggior confidenza verso di me, e, direi quasi, una certa gratitudine. Ella mi stese per prima la mano chiamandomi amicò a più riprese. Ciò m'incoraggiò ad interrogarla si che io riseppi in breve più di quel che volessi. Alla sua volontà deliberata d'entrare in un convento, il padre aveva finito per non poter più fare alcuna obbiezione, perciocché la lo avesse con piglio risoluto minacciato di non più danzare, se si opponeva al suo disegno, rassegnandosi anticipatamente a tutti i castighi che avesse voluto infliggerle. Allora strinsero un patto, in forza del quale la si obbligava a continuare a far parte della compagnia, finché avessero raggruzzolata una certa somma.
   VoL. II. — L'Amort in Italia. — 18