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(ere con la sua situazione e della mia compassione profonda, vedendola lottare a quel modo.
* E' fu dunque più per compiere un dovere che per impulso amoroso, cn'ioim recai la domani a buon' ora nella chiesa. Stavolta la messa non era ancora finita ; io vidi una coppia di banchi separati occupati dalle carmelitane, econmiagrandissimasorpresa la mia ballerina seduta accanto ad esse. Che dich' io? La mi parve persino , nello inchinarsi sul suo libro, impegnata in un colloquio animato con la monaca sua vicina, di cui la cuffia a grandi ale era rivolta verso di essa. Terminato l'uffizio, quando le pie suore ebbero riguadagnatoil loro monastero, una sola, quella che confabulava con Francesca , rimase ancora un buon quarto d'ora al suo posto, e pose fine al colloquio con un gesto di benedizione e un bacio sulla fronte della giovinetta, che stava ritta innanzi ad essa in umile posture.
« Io stava raccolto ed immobile all' ingresso della chiesa, e la lasciai passare davanti a me come non ci fossimo mai veduti.
' Giunta in quella stessa viuccola, ove me