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L'Amore in Italia
Racconti (Volume I e Volume II)
Paolo Heyse (tradotti da Gustavo Strafforello)
Augusto Federico Negro Torino, 1863, pagine 248+336

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   banchi si fu raccheta, e tulio ridivenne silenzioso nella-loro baracca, io mi affrettai andare a ronzare intorno alla loro steccata, origliando all'assito che chiudeva la cameretta della mia diva. Io udii dapprima quella cara fanciulla recitar le sue orazioni e quindi il rosario. Poco stante l'uscio si schiuse cori violenza e Carluccio, il pagliaccio, sbucò fuori a precipizio gridando non so che parole nel suo gergo napolitano; E-berti'anch'esso prese a vociare fortemente cacciando il sozzo giullare che pareva ubbriaco cotto, finché l'uscio si richiuse e fu tirato il catorcio e la giovinetta ripigliò le sue preci. Io non saprei esprimere tutti i sentimenti e tutti i pensieri che cozzavano nella mia mente, e desiderava quasi di non aver mai veduto quella enigmatica ballerina, giacché l'aria che respirava era viziata e malsana, ed io era naturalmente vago oltre ogni dire dell' ordiue e della pulitezza in ogni cosa. D'altra parte il sentimento che io provava verso Maria era tut-t'altro che amore, e se il mio pensiero non poteva svellerai da essa, ciò era effetto soltanto del contrasto piccante del suo carat-