— 263 -
non Che questa volta i suoi piedi non toccavano più il suolo ; io la vidi danzare sul l'angusto cornicione che correva tutt'at-torno alla navata, e slanciarsi di là con ¦volo ardito fino alla vòlta, ove sparve di bel nuovo. 11 mio sogno era cessato, ed io cercava trattener^ per prolungare il piacere che mi aveva cagionato, quando vidi tutt'ad un tratto in fondo alla chiesa alzarsi da un confessionale una forma femminea, eh' io non avevo scorta a cagione della sua veste di color scuro, che non permetteva di distinguerla nella semi-oscurità della chiesa. Poco stante un vecchio prete sbucò dal confessionale rientrando nel coro. Quanto alla donna sconosciuta ella abbassò il velo sul cappello, s'inginocchiò divota-mente davanti l'aitar maggiore e si avviò verso la porta per uscire.
* Quando passò davanti a me, senza nemmeno sfiorarmi con uno de' suoi sguardi, provai un fremito nervoso. Sotto il velo di quella penitente io avevo raffigurato distintamente le sembianze della figlia primogenita d' Eberti, e d'altra jarte la sua andatura leggiera non mi lasciava alcun