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cesca, le mi parevano piuttosto in preda nlle convulsioni de) ballo di San Tito, che intente alle gaie capriole del grazioso Saltarello. Una di esse, fra le altre, chèaveva a, fortuna un braccio appoggiato sull'Anca -— atteggiamento che la figlia d'Eberti aveva preso più volte — mi riuscì cosi disavvenente ed insopportabile, ch'io non esitala cancellarla dalla mia tela con un rapido colpo di spugna. Solo la figura di mezzo, in cui aveva concentralo tutto l'ideale possibile, conservava ancora un certo valore ai miei occhi, tranne il collo cbé mi parve male appiccato al busto. Ciò m'indusse a pensare quanto mi riuscirebbe proficua la bella figlia d'Eberti, se potessi averla a modello, essendoché l'appiccatura del collo al busto fosse in lei veramente incomparabile. Ora questo vantaggio prezioso parevami potermelo alla perfine procurare senza offendere menomamente il pudore di Maria Francesca. Non era poi impossibile indurla ad atteggiarsi a modello davanti a me, e ciò ottenuto sperava convincerla che anche nel rimanente io non l'avrei mai considerata che come un artista