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talché ebbi tempo appena di pregare E-berii a lasciar 11 la faccenda e a non tormentar più sua figlia.
c Tu puoi immaginarti come io fossi stizzito contro me stesso, lo aveva già perduto in quel giorno un amico, e doveva perdere ancora quella calma innocente dell'anima che rende sola sopportabile la vita nell'isolamento. Tu ti farai forse beffe di me per avermi preso a cuore quest'avventura I Se fossi ancor stato presente, la tua fredda ragione avrebbe potuto combattere con successo per avventura quell'eccessiva irritabilità del mio spirito. Ma a me non rimaneva allora che un ripiego, il quale la Dio mercè mi riuscì ogni sempre. La flemma del mio sangue calmò l'agitazione dei miei nervi, ed io dormii tranquillamente come se nulla fosse accaduto.
« Ma la dimane svegliandomi mi trovai nelle disposizioni medesime della vigilia. Io sedei davanti al mio quadro, ed esultai quasi di trovarlo esecrabile. Poteva egli del resto essere altrimenti ? Quando patinava quelle mie danzatrici di Trastevere memoria si viva in me di Maria Fran-