- 257 -
; fanciullo che aveva cominciato lo spelatolo. Egli dormiva e non aveva certo idito la mia proposta riguardante sua sorella. Stringeva ancora in mano uno di luei carloccini di chicche lanciatigli dagli tpettatori dopo i suoi esercizi, e che dolevano essere stali tutta la sua cena.
« Contemplando quel povero diavolo dormente , con davanti un avvenire che doveva necessariamente cancellar dalla sua fronte l'impronta dell'umana dignità per imprimervi le stigmati della servitù e del degradamento, io non potei non sentirmi anch' io singolarmente pervertito. Non i-stava anch' io da parte mia per contribuire a far deviare quella povera famiglia dalla via dell'onore e del dovere ? E il solo essere di quella famiglia che parea conservare ancora un sentimento di dignità e di pudore non era egli al punto d'esser da me contaminato per poche vili monete? Stretto da questi pensieri io stavo per allontanarmi come un colpevole, quando fui trattenuto un tratto da alcune parole di un discorso violento del signor Eberti a su» figlia, con le quali la scongiurava ad II. — L'Amurt in Italia. — 17 L'ii. mi