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L'Amore in Italia
Racconti (Volume I e Volume II)
Paolo Heyse (tradotti da Gustavo Strafforello)
Augusto Federico Negro Torino, 1863, pagine 248+336

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   .« Ora in quella sera appunto commciossi ad ordire il destino sciagurato che mi trasse in tante avventure, e di cui l'ultimo filo, singolarmente arruffato, si strappò soltanto testé, in una maniera inaspettata. Io era allora dolente di abbandonarti, e quando vidi partir la vettura che ti portava lungi da me, rimasi per qualche tempo come inchiodato, pensando all' isolamento in cui mi lasciavi. Tu mi ti eri sempre mostro così largo del tuo ricco tesoro di cognizioni e sapere, tu avevi saputo pormi cosi bene al fatto di tutto ciò, dì cui mal puossi far senza, anco per un pittore, ch'io mi sentii abbandonato, si che non appena dileguala la tua vettura mi sentii stretto da una vaghezza irresistibile di fuggire. Io fermai fra me di ultimar tostamente il dipinto che stava sul mio cavalletto — tu ti rammenti ancori forse di quella danza tratta da una fesli romana — e scuoter poi la polvere dalle mie scarpe cercando altri climi.
   « Ma in simile disposizione dispiritoac-cade il più sovente che si coglie il pretesto più assurdo per non dipartirsi dal terreno che si vuole abbandonare. Cosi avvenne