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sacca da viaggio, ci diviammo a passo ip» dito verso la montagna La strada, ohe brillava dinanzi a noi nell'oscurità crescente come un largo solco bianco, stendevasi aj linea retta ed era fiancheggiata da una doppia fila di magnifici alberi, dietro i quali di-stinguevansi al lume delle stelle campi di grano e pascoli popolati di miriadi di grilli, di cui il canto incessante e metallico empiva l'aria di un suono monotono. Ma quando guadagnammo le prime alture, che erano come dire gli avamposti della montagna, tutto divenne più silenzioso intorno a noi. Noi continuavamo a camminare quando il mio amico fermandosi improvvisamente, e sfibbiando la sua sacca si sdraiò sull'erba umida culi tutti i segni della disperazione più profonda. Egli non aveva potuto contenersi più a lungo e piangeva e singhiozzava come -un fanciullo.
Io mi stava presso di luì in una grande perplessità, non osando nè parlare nè muovermi per tema di turbare il libero sfogo del suo dolore. Quell'eccesso violento parve calmarsi da ultimo. Egli si alzò a mezzo, girò intorno uno sguardo, umido ancora di