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LA BALLERINA ONESTA
i.
Noi avevamo passata quasi tutta la giornata in diligenza — una giornata estiva ed afosa — immersi in quel dormiveglia che altro non fa che accrescere la stanchezza del viaggio. I vetri degli sportelli erano troppo angusti da permetterci di contemplare a nostro beli' agio il puro orizzonte delle montagne, che avevamo dinanzi agli occhi, e d'altra parte il sole e il polverio divoravano da molte settimane il paese piano che percorrevamo. Il mio amico, pittore d'assai, mi stava seduto dirimpetto in uno stato di torpore e prostrazione che paraliz-^ zava tutti i suoi sensi ; di che grande fu la sua gioia quando si buttò giù dalla prigione mobile in cui eravamo rinchiusi, e si