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ima, colui su cui cade il sorriso di quelli chi I —Ma lasciale, caro il mio Bianchi, 'io taccia il farneticare ulterióre della la gioia- Finite le corse, la gente sfollò Ila steccata e le mie vicine s'alzarono ich'esso Io feci, comecché a male in rpo, il iiniigìiantc, e fattomi a chieder ro licenza ài ricondurle a casa a tra->rso la folta, la giovinetta ricusò gentil-ente nia fermamente la profferta. La vec-lia mi fece dopo le sue spalle di molti gni ed accenni con gli occhi, ch'io non impresi intieramente. Però tenni loro etro a certa distanza, e sceso il Pir.cio mai sulle orme amate in città. Parevami io Caterina allestisse il passo, nel men-e la vecchia volgevasi verso di me. Fi-ilnucnte in via Margutta entrarono in una tsr>. Io non osai picchiare all'uscio da via, etti una mezz'ora trasecolato, vidi on-ìggiar le tendine della finestra, ma l'in-intevol giovinetta non si affacciò. Ben >mpi