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barazzata e mezzo confidente sopra il mi capo ; ma con qual modestia, con qual do cezza la venisse rispondendo alle mie i vide domande, io non potrei, caro Bianchi descriverlo mai a parole. Io era come i» cantato... e cieco a tutto quello che acc* deva all'intorno, solo con lei sotto qiie piccol schermo di seta, ed iva costruenót nella fantasia innamorata una capanna pei noi due in cui avrei passato ore, giorni ei anni beati come se già l'eterniti foss miai... Credete voi che io ponessi menti alle corse ? Io spiava soltanto le impres sioni da esse prodotte sul volto leggiadri simo di Caterina, di cui la gioia proroi» peva irrefrenata quando un biroccio svii tava una cantonata lasciandosi addietn gli altri o compieva qualche altra prodra* siffatta.
Come esultava quando uno de' nobili oat sieri veniva condotto attorno in trion tutto fumante e sbruffante per la vitta conseguita I — Santa natura ! — esclan fra me — come ridi schietta, genuit spontanea da quei due belli occhi I — Coi dee volgersi di bel nuovo a te, corpo (