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follo, ma il suo volto mal poteva nasconder il fatto che la presenza dell'amico il ricolmava di gioia. Bianchi sedeva presso alla finestra lavorando diligentemente ai suoi carnei mentre stavano Conversando, o Teodoro gli andava leggendo qualche libro che li entusiasmava amendue. Mercè l'adoprarsi di Teodoro, egli aveva trovato largo spaccio dei suoi carnei, e, quantunque gli avventori dilettanti gli sborsassero il doppio di quel che costumavano dargli i committenti rivenditori, la sua nuova abitazione non era però più orrevolmente arredata della prima. Il sole indorava le nude pareti, alle quali stava sempre appesa la testa di Medusa, e davanti la finestra stendevasi l'incantevole prospettiva.....
Una sera del maggio adorato, quando le sponde del Tevere erano solitarie e silenziose, e gl'insetti ronzavano amorosamente fra gli arbusti, fu bussato all'uscio di Bianchi più fortemente del consueto. L'artista s'alzò dal lavoro, cui stava attendendo sopra pensieri, enongittò, come costumavi, il telo sul modello.
— Ei può vederlo oggi — diss'egli fra