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rioso della giovinetta, raggiunse frettolosamente i oompagni.
Tutta questa scena aveva veduto dalla sua camera Filippo, con gli occhi sbarrati e mezzo rizzato sul letto. La vecchia gli si accostò , e sprimacciandogli il guanciale : — Riponetevi, figliolo ! — disse ; — non c' è alcun pericolo, non dubitate ! Dormite, dormite, povero figliolo ! La vecchia Chia-ruccia veglia sopra di voi e quanto alla vostra sicurezza lasciatene la cura alla nostra Fenice , a quella fanciulla benedetta I Dormite! dormite!
E si pose a cantarellar sottovoce una ninna-nanna come fosse un bambino. Filippo s' addormentò poco stante, e sognò tutta la notte di Fenice.
Filippo rimase dieci giorni nella montagna sotto la cura della vecchia, dormiva assai nelle notti, e godeva durante il giorno, seduto all'uscio da' via, l'aria pura e la solitudine. Non si tosto fu in grado di scrivere mandò un messaggio con una lettera a Bologna, ed ebbe il di seguente una risposta, se buona o cattiva mal si poteva leggere sulla sua pallida faccia. Tranne la sua in-