[CAP. XI.] L' IIARLAND VISITA L'ESPOSIZIONE DI LONDRA. 283
possedeva la conoscènza più profonda degli uomini e dei materiali, sapendo come maneggiarli ambedue col miglior profitto. .Suo genero, il signor Guglielmo Weal-lans, era il capo disegnatore ed abilissimo, non solamente per prontezza, ma per accuratezza e finitezza. Io approfittai grandemente dell' esempio e degli ammaestramenti di questi uomini peritissimi.
I miei cinque anni di tirocinio furon compiuti nel maggio del 1851 nel mio ventesimo compleanno. Avendo avuto pochissimo tempo nero, come chiamavano il tempo disoccupato, oltre le ferie a mezzo l'anno per visitar gli amici, ed avendo dormito soltanto due volte durante i cinque anni, io fui scritto immediatamente sui libri quale un giornaliere al grosso salario di venti scellini la settimana. Era però assai difficile aver commissioni in quel tempo. Per dar lavoro agli operai fabbricavansi ruote per strade ferrate, e persiu carriole per le real navi. Era meglio non fabbricarle e trovare qualche altro lavoro per gli operai. Nell'istesso tempo non era guari incoraggiante per me rimanere, in simili circostanze, con la ditta. Per la qual cosa io mi preparai tosto a lasciarla, ed andai, prima di tutto, a veder un po'Londra, Era il 1851, l'anno della grande Esposizione, e non occorre dire la gran festa che io vi trovai, e come io me la godessi in largo ed in lungo. Passai circa due mesi esaminando, con mio grande profitto, le opere d'arte e di meccanica all' Esposizione. Tornai quindi a casa, e dopo aver dimorato per qualche tempo a Scarborough, andai a Glascovia con una lettera di raccomandazione pei signori J. e G. Thomson, fabbricanti di macchine navali, i quali assegnaronmi lo stesso salario eh' io avevo da Stepheuson, vale a dire venti scellini la settimana.
Le sponde del Clyde mi parvero una località magnifica per acquistare nuove cognizioni meccaniche. Eranvi officine per la costruzione di bastimenti e di