Stai consultando: 'Inventori e industriali ', Samuele Smiles (versione di Gustavo Strafforello)

   

Pagina (292/386)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (292/386)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Inventori e industriali

Samuele Smiles (versione di Gustavo Strafforello)
Barbera Editore Firenze, 1885, pagine 372

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   2S2 la costruzione navale A belfast.- [cAP. xi.]
   battelli di salvataggio, offrì un premio di cento ghinee per il miglior modello e disegno di uno di essi ; per la qual cosa risolsi di compiere i miei disegni e di costruire un modello pratico del mio battello. Io giunsi alla conclusione che la forma cilindrico-conica, con le armature compiutamente arrotondate e formanti baglietti, o traverse, e le due eliche, una per estremità, mosse dall' istessa forza per cui l'una o l'altra di esse sarebbe sempre immersa, meritava di essere registrata nell' Ufficio dei Brevetti. Lo feci per conseguenza e continuai a lavorare, la sera, al mio modello. Costruii in prima un modello di legno sulla scala di un pollice per piede; ed incontrai poi qualche difficoltà nel procurarmi lamiere di rame di una grossezza sufficiente, sì che il modello pescasse soltanto l'esatta quantità d' acqua ; ma ci riuscii da ultimo, avendo trovato a Newcastle 1' uomo che aveva provvisto a mio padre le lastre di rame per la sua prima locomotiva stradale. Il modello era lungo soltanto trentadue pollici, e largo otto ; per fissare tutto l'interno apparato, composto di sedili, manovelle, pulégge, ec., mi fu d' uopo in prima fasciar di rame l'armatura, e quindi, assicurando finalmente una fila di lastre e poi un' altra, dopo che tutto era compiuto internamente, io ultimai il modello. Nella costruzione di esso, la mia antica esperienza di ogni genere di lavoro manuale mi aiutò validamente. Dopo aver faticato per molte notti intiere, chè le sere soltanto più non bastavano, io compii da ultimo il mio modello ; lo portai trionfalmente « fiduciosamente al mare in una barca e lo gittai nelle onde. Il modello o galleggiava sopra di esse o le attraversava; o se capovol-gevasi alle volte, si raddrizzava subito e ripigliava la sua consueta posizione sulle acque. Dopo una lunga prova, trovai appena una traccia d'acqua internamente. Tutta quella che vi trovai, era entrata semplicemente a traverso le commessure nei boccaporti scorrevoli;