276 la costruzione navale a Belfast. ,cap. xi.]
calcolandone la spesa probabile. Come esempio al vicinato, coltivò felicemente un tratto di terreno acquitrinoso, e superò difficoltà credute insormontabili in addietro. Traversando, mentre era ancor giovine, New-castle per recarsi all'Università d'Edimburgo, e desiderando assistere ai lavori in una miniera di carbon fossile, un amico gli raccomandò di visitare il pozzo Killingvrorth, ove avrebbe trovato come direttore un certo Giorgio Stephenson, lavorante intelligentissimo. Mio padre fu presentato per conseguenza allo Stephenson ; e, dopo esaminati i lavori sotterranei ed osservate le macchine per pompare e innalzare mentre erano in piena attività, fu stretta fra di loro un' amicizia che mi giovò poi in sommo grado, agevolando la mia ammissione quale allievo nel grande stabilimento d'ingegneria dei signori Roberto Stephenson e C. a Newcastle.
Mia madre era figliuola di Gawan Pierson, possidente di Goathland, presso Rosedale. Essa pure aveva un' incliuazione sorprendente alla meccanica ; ed aiutò mio padre nella preparazione di molti de' suoi disegni, oltre a riuscir molto abile nel disegno, nella pittura e nel modellare in cera. I balocchi a quei tempi eran meschini e costosi; ma la stanza pei fanciulli divenne in breve una piccola officina sotto la sua direzione; e i ragazzi attendevano, per solito, uno a fare un carrettino, un altro a scolpire un cavallino, ed un terzo a metter su una barchetta; mentre le fanciulle allestivan le bardature c cucivan le vele od abbigliavan le loro bambole, le cui casine erano arredate perfettamente, dalla cucina alle soffitte, con mobili fatti tutti in casa.
Io fui rallevato in quella casa ove fiorivano a tal segno l'industria e la meccanica ; in gioventù ero tardo a scuola, preferendo star a veder lavorare più qui e più là quando ne avevo il destro, anco con la certezza di una buona spellicciata dal maestro per la mia negligenza. Di tal guisa io venni a conoscere ogni officina ed ogni