[CAP. X.] MOVIMENTO DELLA NAVIGAZIONE. 269
landese, ed era sua intenzione aprire uno sbocco artificiale diretto — il canale Vittoria, — mediante il quale i bastimenti che pescavano ventitré piedi d'acqua potessero giungere al porto di Belfast. In addietro il corso del Lagau era tortuoso e di navigazione malagevole; ma col taglio diritto, compiuto nel IStó e prolungato poi più oltre verso il mare, i bastimenti di grande portata poterono giungere alle banchine che stendonsi per circa un miglio sotto il Ponte della Regina lungo le due sponde del fiume.
L'onesto Guglielmo Dargan soleva dire che Aveva spesso in bocca un altro motto curioso del « vitello che mangia la pancia alla vacca, > il che, soggiungeva, * è una gran brutta cosa. » Belfast dimostrò la verità delle sue argute osservazioni divenute proverbiali. Che l'apertura del canal Vittoria fosse una buona cosa per Belfast era evidente dal traffico costantemente crescente del porto. Coli'andar del tempo furono aggiunti parecchi doclcs e bacini, mentre andavasi apparecchiando, all' ingresso dell' estuario, il terreno necessario al loro futuro ingrandimento. Per tal modo Belfast era posta gradatamente dal mare in comunicazione immediata coi porti principali occidentali dell'Inghilterra e della Scozia, e grossi vapori salpavano ora giornalmente per Liverpool, Glascovia, Fleetwood, Barrow e Androssan. I bastimenti che entrarono nel 1883 nel porto di Belfast furono settemila cinque-centotto di un tonnellaggio complessivo di un milione cinquecentoventiseimila cinquecentotrentacinque ; essi furono più che raddoppiati in quindici anni. La città giunse dal nulla a dare, nel 1883, un' entrata doganale di seicentottomila setteceutottantuno lire sterline, maggiore infinitamente di quella di Leith, porto d'Edimburgo, o di Iiull, porto principale della contea di York. La popolazione altresì crebbe immensamente. Quando