264 l' industria in Irlanda. [cap. x.]
ragione, volontà e potenza fisica ; e sol coli'industria paziente essi possono schiudere una via alla durevole prosperità del paese. Non v' è Èden nella natura : senza la forza, l'energia e l'industria umana, la terra sarebbe ancora un aspro ed inculto deserto. Queste virtù abilitarono l'uomo a sottomettere il deserto e a sviluppar la potenza del lavoro. Possimi quia credimi posse. Possono perchè credono di potere ; e chi vuole, forza è che vinca !
Belfast è una città relativamente moderna, e non ha storia antica, dacché sul principio del secolo decimosesto fosse soltanto poco più di un villaggio peschereccio. Vi era un castello ed un guado che vi conduceva a traverso il Lagan. Presso a quel guado fu costruita una cappella ove potessero pregare coloro che stavano per guadar le correnti del fiume. Nel 1575 sir Enrico Sydney scriveva ai Lordi del Consiglio : < Mac Neill Bryan Ertaugh si oppose al mio passaggio per acqua a Belfast, ed io sforzai il passaggio senza perdita d'uomini o cavalli; però, a cagione della piena straordinaria, i cavalli furon costretti a nuotare ed i fanti a guadare molto a fondo. » Il paese d'intorno era selva, e sì fitta che comunemente dicevasi che si poteva andare a Lurgan < sulle vette degli alberi. >
Nel 1612 Belfast consisteva di circa centoventi case di mota con tetti di stoppia.'Il valore dell'area intiera su cui era situata, dicesi non fosse che di cinque lire sterline in feudo semplice o mobile.1 * L'Ulster (dice sir Giovanni Davies) è un vero deserto, i cui abitanti non hanno, la maggior parte, certa dimora in alcuna città o villaggio. > Nel 1659 Belfast non conteneva che seicento abitanti. Carrickfergus era più importante ed aveva 1312 abitanti. Ma, verso il 1660, fu costruito sul fiume Lagan il Ponte Lungo, e la prosperità cominciò a spuntare nella piccola città. Era situata in
1 Bixss, Histnry of Belfast, pag. 78.