258 l' industria in Irlanda. [cap. x.]
non chiedono mai prestiti; confidano nelle loro reti e nelle barche loro ; salpano per l'Irlanda, pescano il pesce e lo vendono agli Irlandesi. Presso di loro l'industria produce capitale, e forma il germe dell' aumento delle barche e delle reti. Certamente quello che fanno gli uomini di Man, gli uomini del Cornovaglia e gli uomini di Cockenzie, anche gli Irlandesi debbon poterlo fare. La difficoltà non si supera piagnucolando sopra di essa o stando lì a contemplarla, ma afferrandola e domandola. Fatti vogliono essere e non parole. Il lavoro per la massa del popolo dee venir fuori dallo stesso popolo. Purché siavi sicurezza per la vita e la proprietà, e nessun pericolo d'intimidazione, noi crediamo che il capitale s'investirà nell'industria pesca-toria dell' Irlanda, e che il risultato sarà pace, sostentamento e prosperità.
Non dimentichiamo che volgono relativamente pochi anni dacché l'Inghilterra e la Scozia si misero sul serio alla pesca dei mari che circondano la nostra isola. Da cotesto fatto l'Irlanda deve trarre consolazione e speranza. Al principio del secolo decimosettimo sir Gualtiero Raleigh espose al Ee le sue osservazioni intorno all' industria e al commercio dell' Inghilterra, e dimostrò che gli Olandesi andavano procacciandosi il monopolio della pesca, e che per conseguenza accrescevano il loro navilio, il loro commercio e la loro ricchezza. «Certamente (d'c'egli) è necessario che la corrente sia volta al bene di questo regno, alle cui sole coste marittime Dio ha largito queste immense ricchezze per nostro vantaggio; e che ogni nazione porti via ogni anno da questo regno grandi quantità di danaro ricavato dal pesce preso nei nostri mari e rivendutoci da essi, dee di necessità essere un gran disonore per la nostra nazione e un grande ostacolo a questo regno. »
Gli Olandesi mandavano allora circa cinquantamila persone a pescare lungo la costa inglese ; e la.