[CAP. IX.] RICOMPENSE AI SUOI SOTTOPOSTI. 231
Per affezionar gli uomini al suo sistema, non meno che per conferir loro la ricompensa meritata, il Bianconi provvedeva al sostentamento di tutti i lavoranti colpiti da qualche disgrazia od invecchiati al suo servizio. I conduttori potevano allora ritirarsi con intiera pensione durante il rimanente della loro vita. Ricévevano anche l'intiero salario durante le malattie; ed alla loro morte il Bianconi faceva educare i loro figliuoli, i quali, divenuti uomini, occupavano i posti dei loro defunti genitori.
Per tal guisa ogni lavorante aveva un interesse speciale nella propria buona condotta. Sapevano che nulla, eccetto una cattiva condotta, poteva privarli dei benefizi che godevano; e quindi i loro sforzi per conservare i loro posti, osservando la disciplina rigorosa imposta dal loro padrone.
La sobrietà era, naturalmente, indispensabile, non vi avendo peggior servo e più pericoloso di un conduttore ubriacone. Dovevano inoltre i conduttori essere veritieri, e chiunque era colto sulla bugia, comecché veniale, era immediatamente licenziato. L'onestà eziandio era richiesta rigorosamente non pure pel bene del pubblico, ma pel bene degli stessi uomini. Quindi il Bianconi non permise mai a' suoi uomini di portar lettere ; e, se attentavansi di portarle, li multava, la prima volta, severissimameute, e la seconda volta li licenziava. « Io così faccio (ei diceva), perchè, se non rispetto le altre istituzioni (la regia posta), i miei uomini impareranno in breve a non rispettare la mia. E poi, portando lettere in tutte le loro corse, non intascheranno probabilissimamente i quattrini, ma cioncheranno e diverranno dissipati ed immeritevoli di fiducia. >
Per tal modo, veracità, accuratezza, puntualità, sobrietà ed onestà rigidamente imposte formavano il principio fondamentale dell' intiera, amministrazione. Neil' istesso tempo il Bianconi trattava i suoi condut-