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Inventori e industriali

Samuele Smiles (versione di Gustavo Strafforello)
Barbera Editore Firenze, 1885, pagine 372

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   [GAP. IX.]
   SUB VIRTÙ.
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   competitori, segnatamente coi proprietari di veicoli. Non appena ebbe mostrata agli altri la via alla fortuna, venne fuori un nuvolo d'imitatori; ma essi non possedevano il suo raro genio per l'organizzazione, nè, forse, i suoi vieppiù rari principii. Non avevano il suo tatto, la sua antiveggenza, le sue cognizioni, la sua perseveranza. Quando il Bianconi fu interrogato dalla Commissione postale : Le vetture clie vi fanno concorrenza v' inducono a ribassare i noli ? ' la sua risposta fu : No ; raramente io li ribasso. I nostri noli si dilungano così poco dal primitivo costo che se qualcuno trasporta a minor prezzo di me, bisogna che muoia di fame, dacché pochi possono servire il pubblico a minor prezzo e meglio di me.1 *
   Il Bianconi intervenne un giorno ad un' adunanza di proprietari di vetture convocata per unirsi e mandare all' aria un nuovo concorrente. Il Bianconi non ne volle sapere, e protestò in contrario dicendo : « Se i proprietari di veicoli si fossero uniti contro di me quando incominciai, io sarei rimasto schiacciato. 0 che il paese non è abbastanza grande per noi tutti? > Dopo un aspro diverbio i proprietari dei veicoli minacciarono d'indettarsi per rovinare il Bianconi stesso. «Va benissimo ! (diss' egli), voi potete passarmi avanti sulla strada — ciò è possibile — ma finché ci sarà un fiore al mondò (soggiunse, spiccandosi un fior dall'occhiello), voi non riuscirete a gittarmi a terra. > La minaccia andò in fumo, essendo da lungo e generalmente ben noti il coraggio e la perseveranza del Bianconi.
   Abbiam parlato dei principii del siguor Bianconi, i quali erano rispettabilissimi, e il suo stabilimento si può davvero citare come una scuola di moralità. In primo luogo egli insegnò praticamente ed inculcò le virtù della puntualità, della veracità, della sobrietà e dell' onestà, ecl inoltre insegnò al pubblico, in ge-
   1 Tostimonianzo davanti la Commissiono postale, 183S.