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Inventori e industriali

Samuele Smiles (versione di Gustavo Strafforello)
Barbera Editore Firenze, 1885, pagine 372

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   21(j DARLO BIANCONI. [CAP. IX.]
   cito, erano stati gittati sul mercato. Oltre a ciò, era stata messa un'imposta sulle vetture, la quale aveva posto fuori d'uso una grande quantità di esse.
   Le strade dell'Irlanda erano buone in complesso, essendo uguali al tutto, se non superiori, alla più parte di quelle dell' Inghilterra. L'abbondanza dei cavalli, delle buone strade, della quantità delle vetture smesse era generalmente nota; ma, lino a tanto che il Bianconi non prese a cuore la cosa, non vi fu persona di pensiero, o di spirito, o di capitale che mettesse insieme queste tre cose — cavalli, strade e veicoli — e sognasse di rimediare ad un grande pubblico inconveniente.
   Era riserbato al nostro giovane intagliatore e doratore italiano, un ometto per la quale sebbene di scarsi averi, di sobbarcarsi all'impresa e mostrare di che sieno capaci l'azione prudente e l'energia perseverante. Sebbene l'idea delle diligenze fosse in origine < spuntata sulle sue spalle, » come ei diceva, il Bianconi l'aveva ruminata per lungo tempo nella sua mente. La sua idea era che noi non dobbiamo mai disprezzare i piccoli interessi nè trascurare i bisogni della povera gente. Egli vedeva le sedie da posta sopperire alle esigenze dei ricchi e metterli in grado di viaggiare celeremente da luogo a luogo. < 0 perchè (diss' egli a sè stesso) non mi sarà possibile fare in maniera che un calesse ordinario a due ruote, viaggiando con la medesima regolarità, provvegga ai comodi dei distretti poveri e della povera gente? »
   Quando il signor Wallace, presidente della Commissione delle Poste, chiese, nel 1838, al signor Bianconi : Che cosa v' indusse a por mano al sistema delle vetture? la sua risposta fu: Io ciò feci da quel che osservai, dopo la mia venuta iu questo paese, intorno alla necessità di simili vetture in quanto che non vi era via di mezzo nei trasporti, nulla che colmasse il vuoto esistente fra coloro eh' eran costretti ad andare a piedi e coloro che viaggiavano in posta