[CAP. IX. j SI AIUTA DA SÈ ED AIUTA POI GLI ALTRI. 217
costumava dire dipoi : < Quando io guadagnava uno scellino al giorno a Clonmel vivevo con otto pence. » Pigliava persino dozzinanti per rifarsi della pigione; ma, col crescer de' suoi mezzi, potè in breve procu-rarsi un veicolo suo proprio. Ei comprò in prima un calessetto dipinto in giallo, col quale andava di luogo in luogo ed era trattato da per tutto con ospitalità e cortesia. Egli era ora considerato come persona rispettabile, e meritevole di coprire anche qualche ufficio pubblico locale, dappoiché fu eletto membro di una Società per visitare gli ammalati poveri e fu ammesso a far parte della Casa dell'Industria. Tirando avanti avrebbe persia potuto divenire sindaco di Clonmel, come divenne poi effettivamente ; ma 1' antica idea, che gli si era primamente affacciata quando, deposta la cassa pesante delle pitture, si riposava stanco sul-]' orlo della strada, s'impossessò di bel nuovo di lui e Io spinse a tentare se la potesse mettere in atto.
Egli aveva spesso deplorato la fatica che la povera gente dovea sopportare viaggiando a piedi con gravi some sopra le spalle, e riflettuto se non ci fosse qualche modo di alleggerire i loro patimenti. Un altro avrebbe tosto suggerito il governo! 0 perchè il governo non dee darci questo, quello e quell'altro — darci strade, porti, veicoli, barche, reti e via discorrendo ? Cotesta, invece, sarebbe stata un'idea erronea; poiché la gente, quando è troppo aiutata, perde invariabilmente l'usanza benefica di aiutarsi da sè. Carlo Bianconi non era mai stato aiutato salvo che col consiglio e coli' amicizia. Egli si era in tutto e per tutto aiutato da sè; ed ora voleva provarsi ad aiutare un po' gli altri.
Il fatto era patente a chiunque. Non v' era Irlandese che non conoscesse la difficoltà di andare da un luogo all' altro. Il paese aveva strade, ma non veicoli ; eppure vi era abbondanza di cavalli, dacché, finita la guerra, un gran numero di essi, addestrati per l'eser-