O10 CABLO BIANCONI. [CAP. IX.~,
tado a spacciar la sua mercanzia. Partiva il lunedì mattina con un fardello del valore di circa quaranta scellini ed aveva ordine di tornare a casa il sabato od anco più presto, se gli riusciva di vendere tutte le sue pitture. Partendo, il padrone non gli dava che quattro ponce; e un dì che il Bianconi gli fece osservare eh' era troppo poco, il Faroni gli rispose : « Finché hai mercanzia, hai danaro; affrettati dunque a
vendere la tua merce ! >
Durante il suo tirocinio, il Bianconi imparò a conoscere il paese in cui viaggiava e fece conoscenza degli abitanti e dei luoghi. A Waterford specialmente smerciò molte stampe, e oltre le sacre vendè anche ritratti della Famiglia reale non meno che del Bona-parte e de' suoi generali più famosi. Bony, il nomignolo che gli Inglesi davano al Bonaparte, era il terrore di tutti i magistrati, in Irlanda seguatamente. A Passage, presso Waterford, il Bianconi fu arrestato per aver venduto un ritratto del famoso imperator dei Francesi, con la cornice di piombo. Fu rinchiuso in un gelido corpo di guardia, ove passò la notte senza letto, senza fuoco e senza cibo ; ma il dì seguente fu assolto dal magistrato, il quale lo ammonì però eli non vender più simiU ritratti.
Molte cose attrassero l'attenzione del Bianconi in que' suoi primi viaggi in Irlanda. Ei rimase prima di tutto sorpreso al veder gli uomini tracannare acquavite a le donne fumar la pipa ; e le lotte violenti di partito alle fiere che frequentava erano di una specie ch'ei non aveva mai osservata fra la gente pacifica dell' Italia settentrionale. Cotesto azzuffarsi delle fazioni era il risultato in parte dell' alcool ed in parte della mania battagliera che prevaleva allora in Irlanda. Eranvi anche mendici monchi e deformi in ogni città, diverbi e zuffe per le vie, tumulti e sbornie a ogni lesta, giuochi, duelli e disordini in tutte le clcissi del popolo : cose tutte che non potevano non sorprendere