Stai consultando: 'Inventori e industriali ', Samuele Smiles (versione di Gustavo Strafforello)

   

Pagina (192/386)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (192/386)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Inventori e industriali

Samuele Smiles (versione di Gustavo Strafforello)
Barbera Editore Firenze, 1885, pagine 372

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   180 X WALTER DEL TIMICS. [CAP. VII.]
   per tal modo a scrivere nelle prime colonne del giornale. Ma il Walter stesso era l'anima di esso, dava l'intonazione a' suoi articoli, dirigeva la sua inilueuza e teneva l'occhio con vigilanza instancabile a tutta la sua condotta.
   Anche nel dirigere la parte tecnica per la stampa del giornale — faccenda di non lieve difficoltà — egli avea spesso occasione di far prova di prontezza e risolutezza nelle varie emergenze. Gli stampatori a que' tempi erano una classe piuttosto refrattaria di lavoranti, ed approfittavano non di rado della loro posizione per imporre dure condizioni ai principali, particolarmente quelli addetti a giornali, in cui ogni cosa deve esser fatta prontamente in un tempo limitatissimo. Per tal modo in una occasione, nel 1S10, gl' impressori chiesero improvvisamente un aumento di salario, insistendo sur una tariffa uniforme per tutti, buoni o cattivi. JI Walter si mostrò, a prima giunta, disposto a far concessioni ; ma essendo stato informato privatamente ch'era già stata combinata una trama fra compositori e impressori per sospendere improvvisamente il lavoro in circostanze che avrebbero compromesso la pubblicazione del giornale, cagionandogli il più grave danno, ei risolvette di correre tutti i rischi piuttostochè sottomettersi a quel che sembravagli ora un' estorsione.
   Lo sciopero avvenne la mattina di un sabato ili cui tutti i lavoranti improvvisamente si astennero dal lavoro. II signor Walter n' ebbe sentore poche ore prima soltanto, ma egli aveva già deciso quel che doveva fare. Egli incettò apprendisti da sei luoghi diversi e pochi lavoranti secondari, ai quali non parve vero di essere impiegati a qualunque patto. Egli stesso si mise in maniche di camicia, lavorò assieme agli altri e per trentasei ore stette continuamente ora alla cassa, ora al torchio. La domenica mattina i congiurati, accorsi per assistere trionfanti alla sua rovina,